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Covid-19, lockdown e ecommerce: triplicano i consumatori online in Italia

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Sono 2 milioni, rispetto ai 700mila di un anno fa, i consumatori digitali nei primi quattro mesi dell’anno. Conseguenza del lockdown, questo è indubbio, ma le nuove abitudini potrebbero diventare strutturali.

 

A fare una attenta analisi del settore è Roberto Liscia, presidente di Netcomm ed executive board member di Ecommerce Europe, in occasione della plenaria che ha aperto il Netcomm Forum Live del 6 e 7 maggio.

In un solo mese dall’inizio della crisi sanitaria – fa notare Liscia – c’è stato un salto evolutivo verso il digitale di 10 anni, dovuto al fatto che buona parte dei consumatori ha dovuto modificare le proprie abitudini di acquisto in favore dell’ecommerce così da poter beneficiare di una continuità di servizio da parte dei retailer.

Quindi – dati alla mano – sarà proprio il settore dell’ecomerce a crescere di più a livello mondiale a seguito dell’impatto dell’emergenza Covid (fino a +55%), seguito da modern food retail, ovvero la nuova modalità di acquisto multicanale nel settore alimentare che crescerà fino al +23%, e vendita all’ingrosso di prodotti farmaceutici (fino a +15%)

 

 

E se Pet care (+154%), cibi freschi e confezionati (+130%), prodotti per la cura della casa (+126%) e della persona (+93%) sono i settori che crescono di più online, un capitolo a parte spetta al cosiddetto Click&Collect, ovvero la possibilità di ordinare online un prodotto e di ritirarlo in negozio da parte del cliente. “Il Click&Collect”, ha spiegato Roberto Liscia, “ha registrato una crescita del +349% (fonte IRI) e ci aspettiamo che nei prossimi mesi diventerà un’abitudine sempre più consolidata, poiché consente flessibilità, adattamento alle esigenze di mobilità e, soprattutto, distanziamento sociale”.

L’altro modello che ha preso piede in Italia in questi quasi due mesi di lockdown è il proximity commerce, che permette l’integrazione tra i grandi player del commercio elettronico e i piccoli negozianti, i quali, grazie alla logistica e alle piattaforme di delivery, possono raggiungere i clienti residenti nelle zone limitrofe.
“Si tratta di un servizio che ha finalmente raggiunto cittadine e piccoli centri abitati che fino a poche settimane fa non avrebbero immaginato di poterne beneficiare”, continua Liscia, “e difficilmente i consumatori rinunceranno a questa comoda pratica”.

Ma come cambierà quindi l’e-shopper?

Otto i fattori chiave messi in luce dal presidente di Netcomm: aumento significativo del tempo speso con device digitali; incremento di media/entertainment, social, smart working; maggiore utilizzo di digital payment e home banking in ogni fascia di età; esplosione dei delivery services; utenti e-commerce più evoluti ed esplosione dell’e-grocery; aumento dei nuovi utenti e-commerce di ogni fascia di età; maggiore sensibilità per la sostenibilità ambientale; e maggiore attenzione all’igiene personale, della casa e al packaging.

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