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È meglio stampare con ABS o PLA?

È meglio stampare con ABS o PLA?

Che ABS e PLA siano i materiali plastici più utilizzati per la stampa 3D lo abbiamo già detto qualche settimana fa. Ma è meglio stampare con ABS o PLA? Questo è l’eterno dilemma.
Chi di stampa 3D se ne intende abbastanza probabilmente si sarà già fatto la sua idea. E lungi da noi voler fargliela cambiare 🙂 . Per tutti gli altri, invece, abbiamo pensato di scrivere questo post. Non sia mai che qualcosa possa tornarvi utile.

L’ABS è più robusto, flessibile e resiste a temperature più alte (si stampa tra 215 e i 250 gradi). Tutte caratteristiche che lo rendono particolarmente apprezzato da chi lo utilizza per applicazioni professionali. A questo va aggiunto che è anche solubile in acetone, una peculiarità che permette di saldare parti con poche gocce o addirittura di levigare le superfici delle stampe tramite spazzolatura o immergendo direttamente i pezzi nell’acetone.
Che meraviglia, penserete. Quindi ABS o PLA? ABS, naturalmente. E invece no. O, per lo meno, non è detto.

Intanto perché il PLA è decisamente più ecologico: non è un derivato dal petrolio, ma si ricava da mais e patate. Il che significa che, durante la stampa, non emana fumi tossici, né tantomeno quello sgradevole odore di plastica bruciata, tipico invece dell’ABS.
Quindi ABS o PLA? PLA, diranno a questo punto i più ecologisti. L’importante però è che tutti coloro che parteggiano per il PLA non decidano di utilizzare questo materiale per stampare oggetti che dovranno poi rimanere a lungo sotto il sole cocente. A causa della temperatura bassa di fusione, infatti, il PLA tende ad ammorbidirsi e deformarsi già a partire dai 60 gradi, a differenza dell’ABS che invece comincia la fase di deterioramento dai 100 gradi in su.

E in quanto a precisione? Quale dei due materiali permette di stampare oggetti più definiti? ABS o PLA? Entrambi. Ci sono però delle differenze di comportamento che è sempre bene tenere presente.
L’ABS per esempio tende a presentare una incurvatura verso l’alto della parte dell’oggetto stampato a contatto diretto con la superficie di stampa. Un problema che può essere facilmente bypassato, o quantomeno minimizzato, utilizzando un ripiano riscaldato e facendo in modo che la superficie di stampa sia liscia, piana e pulita. Noi vi consigliamo anche di applicare al piano di stampa una nastro di carta adesiva o blue tape.
Per evitare, inoltre, che gli angoli vivi degli oggetti stampati in ABS tendano ad arrotondarsi è utile raffreddare l’area intorno all’ugello dell’estrusore, senza però esagerare onde evitare una riduzione dell’adesione fra gli strati, che causerebbe una maggiore fragilità dell’oggetto nella sua complessità.
A differenza dell’ABS, durante la stampa il PLA tende meno a deformarsi e per questo non ha bisogno di un piano riscaldato. Questo materiale, inoltre, diventa molto liquido quando viene riscaldato e questo fa sì che il legame fra i vari strati sia più forte, migliorando di conseguenza la resistenza della parte stampata. I guru della stampa 3D consigliano anche di raffreddare l’oggetto appena stampato con una ventola per ottenere dettagli ancora più nitidi senza correre il rischio di fessurazione o curvatura.

Una regola che vale sia per l’ABS, che per il PLA, infine, è quella dello stoccaggio: conservateli sigillati, onde evitare che aria e umidità influenzino negativamente il processo di stampa o la qualità dei pezzi finiti.

Quindi ABS o PLA? Dipende dall’uso che dovete farne. Intanto su MakerZONE trovate entrambi (ogni tanto qualche marchetta concedetecela 😉 ). Perciò comprateli, provateli e diteci la vostra!

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