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Iniziare a programmare con Android: un tutorial

Iniziare a programmare con Android: un tutorial

Con questo post vorremmo aiutare tutti coloro che desiderano iniziare a programmare con Android e muovere i primi passi in questo divertente mondo, consigliando loro lo strumento migliore per lo sviluppo di applicazioni native.
Facciamo una piccola premessa. Negli ultimi tempi predisporre un ambiente di sviluppo per Android è diventato decisamente più semplice; una volta l’unico IDE disponibile era Eclipse che doveva essere necessariamente configurato affinché riuscisse a utilizzare correttamente l’SDK oltre che l’installazione di opportuni plug-in necessari all’utilizzo dei tools dell’SDK stesso. Configurazione di Eclipse e installazione dell’SDK Android richiedevamo parecchie ore, vista anche la lentezza di download delle varie versioni Android.

Oggi esiste una valida alternativa ad Eclipse messa a disposizione da Google. Stiamo parlando dell’Android Studio. L’ambiente è costruito sul prodotto di punta della JetBrains ovvero intelliJ Idea, uno degli IDE Java più famoso sul mercato e sicuramente uno dei più solidi e completi a livello di utilities messe a disposizione dello sviluppatore.
Una delle funzionalità messe a disposizione dall’ambiente Google che più ci hanno colpito è l’editor grafico delle view, ovvero dei semplici file XML che descrivono le varie finestre che costituiranno l’interfaccia della nostra applicazione. Il codice XML descrive ogni elemento grafico che costituirà la singola finestra e che sarà poi gestibile direttamente dal codice JAVA.

Ma cominciamo da zero, ovvero dall’installazione dell’ambiente di sviluppo. L’Android Studio è scaricabile dal sito ufficiale Android. Nella pagina del download troverete la versione adatta al vostro sistema.
Se state usando una versione Linux, come noi, conviene scaricare il bundle.tgz che una volta decompresso conterrà sia i file dell’IDE, sia l’SDK già configurata con l’ultima versione Android disponibile e che, a oggi, è la 4.4 KitKat Release.

L’IDE è attivabile da linea di comando eseguendo il file ./studio.sh collocato all’interno della cartella BIN. Attivato lo studio, possiamo creare il nostro primo progetto tramite l’opportuna voce di menu. In questa sezione dovremo impostare le prime caratteristiche della nostra APP: nome del progetto, del modulo principale e del package che conterrà il main, il path della cartella che conterrà il progetto, la versione di Android e il tipo di layout da impostare.
Se non dovessimo trovare la versione di Android che più ci interessa, significa che non è stata installata nel nostro SDK. Possiamo farlo attraverso la console SDK manager di Android attivabile tramite il seguente menu Tools → Android → SDK Manager. Tramite questa console è possibile installare, aggiornare o disinstallare tutte le versioni di Android oltre ai vari tools dell’SDK.
A questo punto il gioco è fatto, nel senso che l’IDE automaticamente creerà un progetto base contenente una view composta da una label inizializzata con il nostro HelloWorld e una classe java che implementa la main activity necessaria allo startup della app.

Per poter visualizzare il nostro esempio sarà necessario definire un emulatore.
Android Studio ci aiuta a fare questo. Tramite la voce di menu Tools → Android → AVD Manager, verrà lanciata la console Android per la gestione degli Android Virtual Device con la quale possiamo creare un emulatore, definendone le caratteristiche di risoluzione e memoria che preferiamo.
Lanciando la nostra app tramite l’apposito pulsante di RUN, comparirà una finestra con la quale sarà possibile decidere dove eseguirla, ovvero se farlo su un emulatore precedentemente creato, oppure su un device reale connesso al nostro PC.

Ecco la nostra prima piccola applicazione in grado di girare sul nostro device. Certo non farà ancora cose strabilianti, ma è sicuramente un buon inizio!
Nella seconda lezione cercheremo di capire qualcosa in più su come è strutturato il nostro progetto per cominciare a strutturare app più complesse.
Alla prossima!

3 Commenti

  1. Boss 20 febbraio 2014 Reply

    Si, questa è la versione più aggiornata: Nerd sta preparando una decina di lezioni circa.

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