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Come scegliere una stampante 3D? Partiamo dalle componenti principali

Come scegliere una stampante 3D? Partiamo dalle componenti principali

‘Quale stampante 3D fa al caso mio?’ ci chiedevamo la scorsa settimana. La risposta a questa domanda era rimasta in sospeso perché le cose da dire sono davvero tante. Talmente tante che, dovendo entrare almeno un po’ nel dettaglio, è bene andare per gradi.
Oggi per esempio mi piacerebbe iniziare a parlare delle componenti. Ovvero piano di stampa, estrusore e hot-end. Che, in fin dei conti, costituiscono il cuore di una stampante 3D.

Piano di stampa
Il piano di lavoro (che molti preferiscono chiamare piatto di lavoro) è la superficie su cui viene depositato, strato dopo strato, il materiale fuso (come PLA, ABS  eccetera…) che andrà a costituire l’oggetto finale. Alcuni materiali, come l’ABS per esempio, necessitano di un piano di stampa riscaldato, in modo da mantenere caldi i pezzi durante la stampa e impedire che si deformino. In questi casi il piano mantiene una temperatura compresa tra i 40 e i 110 gradi in base al materiale utilizzato.
Per altri materiali come il PLA, invece, il piatto può restare a temperatura ambiente e spesso lo si trova coperto da nastro per mascheratura che consente al materiale fuso di aderire bene, senza incollarsi.
3 CONSIGLI
– tenete pulito il piano di stampa in modo da non danneggiare le stampe successive
– usate lacche o nastri specifici, come il classico BlueTape, per rimuovere più facilmente l’oggetto stampato
– le parti interne della stampante 3D sono pericolose per le dita. Ocio!

Estrusore
L’estrusore è quella parte meccanica della stampante 3D che passa il filamento di plastica all’hot-end, ovvero la componente che si occupa di fondere il filamento.
L’estrusore può integrare l’hot-end (in questo caso si parla di alimentazione diretta) oppure no. Quando queste due componenti sono separate il filamento passa dall’estrusore all’hot-end attraverso un tubo rigido di PTFE  che viene chiamato cavo bowden. Come noi, molti considerano questa seconda soluzione più vantaggiosa perché la testina, non dovendo sopportare il peso dell’estrusore, è più leggera e quindi si muove più agevolmente. Su questo tema, però, ci sono diverse scuole di pensiero.
Alcune stampanti, poi, sono dotate di doppio estrusore. Il che consente di stampare in due colori diversi contemporaneamente e fare cose molto fike 🙂 , ma questo ovviamente presuppone un costo complessivo della stampante 3D più alto.

Hot-end
E infine c’è l’hot-end. Questa componente è costituita da una parte che riscalda, un sensore di temperatura e un ugello di estrusione attraverso cui passa il filamento di plastica un attimo prima di depositarsi sul piatto di lavoro.
La dimensione dell’ugello determina la misura degli strati di materiale depositato sull’area di stampa e quindi è in parte responsabile della precisione di stampa della macchina. Più piccolo sarà l’ugello, più dettagliata sarà la stampa, ma più tempo sarà necessario per il lavoro.
Il foro dell’ugello, in ogni caso, generalmente varia tra gli 0,2 e gli 0,8 millimetri.

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